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L’aspetto caratteristico del Sistema Informativo Carandini, nel contesto degli Acetifici, è la necessità di assicurare la tracciabilità puntuale di materie prime, semilavorati e prodotti finiti. L’integrazione in Target Cross della gestione dei lotti, delle locazioni, delle gestioni documentale e qualità ha permesso di ottenere la completa copertura della tracciabilità di prodotto e processoMarco Dugoni - Project Manager Four Bytes

Acetificio Carandini Emilio S.p.a.: L'AZIENDA

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L’Acetificio Carandini Emilio è uno tra i più moderni e attrezzati stabilimenti di produzione di Aceto Balsamico di Modena IGP, grazie ai suoi impianti all’avanguardia e una capacità produttiva di primissimo livello.

Il laboratorio interno è strutturato per effettuare controlli in tempo reale di tutte le fasi del processo produttivo, a partire dalle materie prime fino all’imbottigliamento, passando per i cicli di maturazione e di invecchiamento dell’aceto. L’evoluto e accurato sistema di filtrazione garantisce un’ottima stabilità al prodotto, rendendolo idoneo e conforme alle diverse normative in essere nei diversi mercati internazionali.

Tutti gli impianti di imbottigliamento, completamente automatizzati, offrono un’ottima flessibilità di produzione, con una velocità d’imbottigliamento prossima alle 16.000 bottiglie l’ora.

Nel corso degli anni, l’azienda è riuscita a coniu- gare sapientemente aspetti tecnologici e innovativi con altri maggiormente legati alla tradizione, come la maturazione e il lento invecchiamento dell’aceto in botti di differenti essenze lignee, che conferiscono al prodotto le tipiche caratteristiche di colore e sapore che lo contraddistinguono.

Questa capacità “coniugativa” ha portato l’azienda a sviluppare la sezione “Private Label”, incaricata di dare visibilità ai marchi dei nostri clienti che hanno deciso di sviluppare, per esigenze di mercato o di strategia, una linea di Aceto Balsamico di Modena IGP e di condimenti ad esso correlati con l’immagine del proprio logo.

Attualmente gli impianti di produzione Carandini realizzano le loro specialità per oltre 1500 private labels e le richieste di personalizzazione delle etichette sono in costante ascesa.

Esigenze iniziali

La soluzione in essere all’inizio del 2008 era quella che aveva accompagnato l’Acetificio Carandini nella sua prima informatizzazione e, di conseguenza, non era più in grado di seguire l’azienda lungo la fase evolutiva, di crescita commerciale e produttiva, avvenuta nel corso degli anni precedenti.

Molte delle attività aziendali risultavano essere gestite con soluzioni non integrate nel Sistema Informativo Aziendale.

Ciò creava diseconomie dal punto di vista dell’efficienza, scarsa “garanzia” sulla qualità dei dati e diversi elementi di rigidità.

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Il percorso di scelta

L’azienda, con un contributo esterno, nella prima parte del 2008 effettua un’analisi delle proprie procedure e delle esigenze d’integrazione alla luce del proprio flusso di processo. Da questa attività si genera una sorta di user requirements list, che servirà successivamente nella fase di valutazione delle possibili proposte.

SDG Four Bytes, conosciuta dal consulente che ha affiancato il team di Carandini nell’analisi delle procedure, è chiamata a presentare la propria soluzione basata sull’ERP Target Cross.

La fase di software selection consiste, sostanzialmente, nella valutazione del grado di copertura delle soluzioni presentate, nel grado di integrazione della soluzione complessiva, nell’usabilità delle funzioni e in una valutazione particolare del livello di competenza del potenziale fornitore.

Il fattore economico, pur presente, non è discriminante.

La soluzione Target Cross risulta interessante e, alla fine, “giusta” per due motivi sostanziali: l’usabilità dell’applicativo e la qualità percepita del servizio, emersi soprattutto durante le fasi di approfondimento delle aree “produzione” e “commerciale”.

Il progetto

Gli elementi fondamentali del progetto sono strettamente collegati alla natura dell’organizzazione e delle strategie d’impresa adottate da Carandini negli anni precedenti: la scelta delle private labels come mercato d’elezione e la conseguente forte diversificazione dei prodotti ed alta flessibilità produttiva.

Il ché comporta il fatto di dover gestire la presenza/creazione di un numero alto di “miscele”, ottenute attraverso le fasi di taglio, maturazione ed invecchiamento diversificate, e un elevato numero di prodotti finiti/imbottigliati a cui accompagnare un set documentale specifico per prodotto/cliente/ destinazione.

Questa diversificazione di linee consente di soddisfare esigenze anche molto diverse per gusto e palato, oltreché rendere “unico” il prodotto delle singole private label.

  • Completa integrazione dei lotti nella gestione dei processi produttivi e tracciabilità completa (a cui accompagnare tutti i relativi certificati d’analisi);
  • introduzione dell’ordine di produzione nei medesimi processi;
  • integrazione delle funzioni di MPS e MRP;
  • gestione dei documenti certificati per specifico cliente e/o destinazione degli ordini.

Oltre a ciò, come già anticipato, Target Cross ha messo a disposizione degli utenti strumenti di indagine sui dati (data mining) e di navigazione degli stessi (modulo OLAP della business intelligence) per rispondere anche alle esigenze di presidio e controllo dei risultati.

Il progetto iniziale ha incluso, anche, il modulo per la gestione Qualità. Considerando che l’azienda ha conseguito, tra il 2003 ed il 2006, diversi attestati e certificazioni di qualità, estesi a tutte le principali linee di produzione, compresa quella del “biologico”, la fase attuativa di questa implementazione non è stata ancora messa definitivamente in cantiere.

Completa integrazione dei lotti nella gestione dei processi produttivi e tracciabilità completa (a cui accompagnare tutti i relativi certificati d’analisi)

Benefici ottenuti dal cliente e valutazioni sul progetto

L’azienda ha più volte dichiarato la propria soddisfazione, sia per la “produttività” della soluzione, sia per la competenza del servizio fornito dai consulenti di Four Bytes.

Ricordiamo che questi aspetti erano quelli considerati “discriminanti”, dal management Carandini, nella impostazione del progetto di re/ informatizzazione.

Alla luce di questa considerazione e nella prospettiva di un ulteriore consolidamento della soluzione implementata nel corso del 2008/2009, si può presumere che il prossimo step di progetto, in un’ottica d’espansione del sistema, sia quello dell’installazione delle procedure informatizzate per la logistica in- terna (con l’utilizzo di barcode o, eventualmente, tecnologia RfID).

Oltre a ciò, l’azienda sta valutando, da tempo, come attuare ulteriori passi ver- so un controllo di gestione più articolato e puntuale.

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